Intervista a Silvia Minguzzi, Coach

Intervista a Silvia Minguzzi, coach e non solo.

Quella che stai per leggere è un’intervista a Silvia Minguzzi, uno dei coach di www.Coaching-Orientamento.it per incontrarla, conoscerla e iniziare oggi il tuo percorso di sviluppo personale che ti porterà a migliorare la qualità della tua vita, chiama adesso il 393.93.866.08 (risponde Silvia) o scrivi ora a info@coaching-orientamento.it

Intervista a Silvia Minguzzi

silvia minguzzi coach

MAPPARE IL CUORE UMANO IN MODO SCIENTIFICO PER ARRIVARE ALLA FELICITA’

Bisognerebbe prestare una maggiore attenzione alle abilità del cuore, come le chiama Daniel Goleman, autore di “Intelligenza Emotiva”, cioè alla competenza sociale ed emozionale. A volte capita di dover affrontare dilemmi postmoderni con un repertorio emozionale adatto alle esigenze del Pleistocene. L’evoluzione ha conferito all’emozione un ruolo fondamentale nella psiche umana e questa prevalenza del cuore sulla mente nei momenti più critici della vita è decisiva.

Indipendentemente dalla qualità di vita che si ha già, c’è sempre posto per il miglioramento?

A chi non piacerebbe utilizzare al meglio le proprie risorse e acquisire nuove abilità per l’ottenimento di una più alta qualità di vita e di prestazioni? Silvia Minguzzi, Ph. D. Indovedic Psicology e master trainer di crescita personale, ha conseguito conoscenze ed esperienze che assicurano di focalizzare ed ottenere velocemente degli obiettivi misurabili. Programmazione Neuro Linguistica, Psicologia dei Veda, Psicologia Analogica, l’esperienza nel campo delle Pubbliche Relazioni, i principi dell’Equitazione Naturale, Laboratori di Improvvisazione Teatrale sono le conoscenze di cui si avvale e COACHING e FORMAZIONE sono le sue parole chiave per aiutare aziende e privati che desiderano far emergere talenti, qualità ed aspirazioni.

E’ veramente possibile arrivare a far imparare l’alfabeto emozionale ad adulti e bambini?

La possibilità c’è per tutti per dirlo con le parole di Steve Jobs :“impossible is nothing”. Deve esserci la motivazione. L’importante è che il cambiamento avvenga a piccoli passi. Il condizionamento educativo ci spinge a credere che solo risultati eccellenti portino a meritare l’amore degli altri mentre l’insuccesso può far temere l’abbandono. Da sempre siamo tenuti a raggiungere subito il risultato ma imparare cose nuove richiede tempo e passi intermedi. Il fallimento è parte integrante dell’apprendimento. Occorre darsi la possibilità di sbagliare perché si tratta di esperienze e non di errori. Molti sono invece analfabeti per quanto concerne il  riconoscimento e la gestione delle emozioni che sono meccanismi che comandano il nostro fare in assenza di consapevolezza. Per cambiare è fondamentale interrompere lo schema, cioè l’abitudine che abbiamo acquisito nel tempo di reagire ad una situazione sempre nello stesso modo anche se lo riteniamo errato e fallimentare. Dobbiamo essere tesi a rimettere ordine nel nostro atteggiamento di sempre riallineando quello che c’è fuori e quello che c’è dentro.

In che modo i miglioramenti sono scientificamente misurabili? 

Fin dall’inizio è necessario stabilire correttamente in modo chiaro ed univoco i criteri di evidenza cioè  quali sono gli obiettivi che si vogliono ottenere. Il momento in cui questo accadrà e si avvererà, si avrà l’evidenza, e quindi la certezza, che i miglioramenti desiderati saranno stati ottenuti.

Tu sostieni che quando ci sono meccanismi di blocco e situazioni croniche in cui la persona è dentro ad un circolo vizioso non riesce a vedere la “parte che manca”. Come la si può aiutare?

L’aiuto migliore è dare l’esempio, sia esso il partner, il genitore, l’allenatore. Deve fare comunque sempre domande. La persona stessa rispondendo, arriva alle proprie conclusioni e riesce in tal modo a vedere altre possibilità che prima non riusciva a cogliere, scegliendo  autonomamente le sue soluzioni.

Qual è il ruolo dell’Equitazione naturale, dei Lanci col paracadute, dei Viaggi, del Tiro con l’Arco e degli Aquiloni quali strumenti innovativi per conseguire Outdoor Training, Experiential learning, Team Building e Team Working? 

Qui entra in gioco il valore della metafora della vita attraverso l’esperienza che si trasforma in metafora vissuta. Il gioco e l’attività ludica sono la fotocopia bonsai di come funziona la vita. Fare esperienza delle cose  e giocare con la vita, mettersi in gioco e rischiare di non saper fare è da coraggiosi!

Ti capita di incontrare scetticismo quando esponi le tue convinzioni e come rispondi a chi ti dice che non stai dicendo niente di nuovo?

Sì, spesso, è naturale è un meccanismo di difesa. Le tesi che sostengo sono un potenziale pericolo per la loro sicurezza. Gli scettici in questo caso difendono la loro mappa del mondo. I più grandi sabotatori della felicità sono coloro che confondono quello che non sono loro con se stessi, si identificano con ciò che fanno e che dicono, ma noi non siamo i nostri pensieri…siamo figli di abitudini. Abbiamo un carico sulla schiena ma sono ali. Le responsabilità fanno volare, ascendere, è una strada in salita. Il sacrificio non ha in questo caso accezioni negative ma significa: “fare sacro”, si deve offrire ciò che si fa. La volontà di volare con queste ali mi fa accettare di fare ciambelle senza buco e pentole senza coperchio, accetto di non essere compreso e accettato perché la posta in gioco è molto alta. Poi dobbiamo considerare che gli atri ci vedono con i loro occhi e non come siamo. Ed indossano occhiali, filtri rappresentati dalla propria mappa della realtà. Spesso il cosiddetto cattivo esprime una manifestazione di disagio che è ciò che in quel momento prova all’interno. Come dice l’etimologia del termine il cattivo è tale perché è prigioniero delle sue emozioni negative e delle cattive abitudini radicate in lui.

Quali sono i ricordi legati a cose che hai fatto in passato che ti hanno dato le maggiori soddisfazioni?

Io mi innamoro delle cose che faccio, sono entusiasta, vivo della mia curiosità e mi piace giocare.

Per due anni consecutivi ho ricevuto il premio nazionale Bybloscar come migliore addetta alle Pubbliche Relazioni nell’industria del divertimento notturno. Ho curato i contenuti del diario agenda delle discoteche più belle d’Italia. Ho tenuto delle docenze per un corso che formava imprenditori per l’organizzazione di eventi al CET di Mogol in collaborazione con il Sindacato Italiano Locali da Ballo.

Uno dei ricordi più significativi è legato all’incontro con Antony Robbins nel 1997 a Bruxelles durante l’evento U.P.W cioè “Unleash the power within”, quell’incontro mi ha fatto capire cosa mi sarebbe piaciuto fare in futuro.

Altre esperienze bellissime sono state l’ingresso al Centro Studi Bhaktivedanta dove ho iniziato lo studio dei Veda (testi di letteratura, inni, riti, storia, logica, racconti, filosofia, psicologia, miti e conoscenza sacra secondo la tradizione antica dell’India). Mi ha dato tanto lo studio dello Yoga Sutra di Patanjali in cui ho compreso ad esempio che dello Yoga, ancora prima delle posture, sono importanti i principi Yama e Niyama cioè cosa non devi fare e cosa devi fare se vuoi essere felice. Lo studio di differenti Tradizioni religiose mi ha insegnato tante cose importanti. Le cose più belle della religione Cristiana le ho imparate studiando i Veda.

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Corso: Essere Coach

CORSO di Coaching “ESSERE COACH”

Viste le molte richieste arrivate via email a info@coaching-orientamento.it da parte di chi, forse come te, ha interessa verso scuole di coaching e corsi per divetare coach, ti proponiamo uno dei corsi dell’accademia dell’intelligenza emotiva. E se anche tu cerchi un corso per diventare coach professionista e comunque vuoi esserlo questo è l’articolo che fa per te.

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Per maggiori informazioni sul Coaching in generale, invece, ti invito a cliccare su Coaching, cos’è? che riassume e ti propone molti dei contenuti affrontati fin ora.

Essere Coach, cosa vuol dire?

La parola “coach” deriva dal termine “coche” in Middle English, corrispondente all’odierno inglese “carriage” (vettura, carrozza). Dunque un coach è, etimologicamente, un mezzo che trasporta una persona o un gruppo di persone da luogo iniziale di partenza ad uno desiderato, il punto di arrivo.

Da “le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie”, di Lewis Caroll:

“Gatto del Cheshire”, continuò Alice, “Mi diresti per favore che strada che devo prendere?”

“Dipende molto da dove vuoi arrivare” soggiunse il Gatto.

“Non mi importa molto il dove”, disse Alice.

“Allora non importa quale strada prendi”, rispose il Gatto.

“…purchè giunga da qualche parte”, riprese Alice per spiegarsi meglio.

“Oh certo vi giungerai!” disse il Gatto, “Non hai che da camminare abbastanza.”

Il coach nella formazione

Il coach, nel senso “formativo ed educativo” del termine, guida singoli individui o gruppi di persone a migliorare le proprie performance con metodi pratici e supporti teorici, in un contesto non medico-terapeutico, in linea con gli obiettivi, i bisogni, i valori ed i principi del cliente. Gli obiettivi possono essere sia aziendali che personali.

Coach professionista

Il coach è una figura professionale che guida alla focalizzazione su soluzioni pratiche, che si propone di rinforzare e risvegliare le risorse proprie di ogni individuo con la finalità di migliorarne la qualità della vita, delle relazioni, del rapporto con se stesso e col suo mondo.

scuola coachingObiettivi del Coach

Il coaching, principalmente attraverso l’ausilio di domande, fornisce all’interessato nuove e varie strategie di pensiero e di azione. La risoluzione di problemi e di conflitti del passato, piuttosto che l’obiettivo principale, è una naturale conseguenza. Il coach lavora principalmente sul presente e sul futuro, fa emergere le potenzialità, i talenti, le qualità di una persona e la incoraggia a camminare con le proprie gambe. Vede nel cliente le potenzialità che può sviluppare, spesso, ancora prima che le riesca a vedere il cliente stesso.

Multidisciplinarità

Per questo il coach utilizza varie tecniche e strumenti che possono essere presi da differenti scuole. Tra le più utili ed efficaci vengono utilizzate la Programmazione Neuro Linguistica e la Psicologia Strategica.

Funzione del coach

E’ utile inoltre definire con chiarezza quali siano le responsabilità del coach:

  • Scoprire, rendere chiari, ben definiti e allineati gli obiettivi che il cliente desidera raggiungere;
  • Guidare il cliente in una scoperta personale e consapevolezzadi tali obiettivi;
  • Favorire il cliente attraverso domande in modo che le scelte, le soluzioni e le strategie da seguire emergano dal cliente stesso;
  • Lasciare piena libertà, autonomia e responsabilità al cliente.

Attraverso il coaching si prende chiara consapevolezza di dove si trovi il cliente nel momento presente, quale sia la situazione di partenza, quindi si definisce, di comune accordo, ciò che egli è disposto a fare per raggiungere la meta che desidera raggiungere domani.

Continua…

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